Il mio interesse è volto al mondo dell'arte, dell'antiquariato, ma in particolar modo al mondo del tappeto vecchio e antico, puntando sempre a selezionare la rarità, la qualità e la personalità di un manufatto.
Tralascio volentieri la moltitudine di tappeti senza un'anima e fatti in maniera seriale e ricerco manufatti che sappiano dare emozioni, perchè nella nostra vita quotidiana nel saper arredare un ambiente bisogna sentirsi vivi e circondarsi appunto di emozioni.
La garanzia che penso di darvi è quella dell'aver maturato un'esperienza di più di 15 anni di studio e collezionismo dedicato ai tessili e ai tappeti vecchi ed antichi, organizzando anche dei seminari e dei corsi dedicati alla conoscenza di quest'arte.
E' un mondo affascinante è vastissimo quello della tessitura e dire di sapere tutto è peccare di vanità e presunzione.
Anche dopo una vita ti può capitare d'avere tra le mani un tessuto od un tappeto che non hai mai visto, che ti fa venire i brividi per la sua bellezza, che ti mette mille dubbi sulla sua attribuzione, che ti mette davanti al mistero e al fascino di culture di popoli ormai scomparsi e ritengo che questi siano solo alcuni degli aspetti per i quali molti rimangono stregati.
L'approccio a questo affascinante mondo è stata la voglia di scoprire gli interscambi culturali ed economici che anticamente collegavano la civiltà occidentale con quelle del bacino del mediterraneo, del medio oriente e dell'Asia.
Questa curiosità mi ha portato ad approfondire con studi, ricerche e viaggi nei luoghi d'origine come nei secoli potessero aver vissuto le popolazioni per lo più di origine nomade.
Popoli che si servivano della materia prima, la pastorizia in primis per trarne il sussidio per vivere e creare oggetti per uso quotidiano, attraverso la lavorazione della lana.
Tessendo ordito e trama nascevano così i primi tessuti che venivano utilizzati come giaciglio per dormire e proteggersi dal freddo, per pavimentare i sabbiosi terreni dove venivano costruite le tende, per decorare le stesse, e per tessere i preziosi corredi nuziali delle future spose..
Venivano poi tessuti con diverse tecniche di lavorazione Kilim,Sumak, Jajim, Verneh ed altri particolari manufatti per uso quotidiano quali sacche per contenere il sale, per custodire il pane, per deporre gli abiti e gli oggetti durante gli spostamenti che avvenivano per spostare le greggi nei vari periodi dell'anno.
Tutti questi manufatti,anche i più semplici conservano la genuinità dello spirito dei popoli nomadi e seminomadi, taluni emanano un senso di spiritualità, sacralità, monumentalità e misticismo, che catturano ed entusiasmano l'attenzione di chi sa apprezzarli.
Il tappeto prende poi altro valore presso le nobili corti dei palazzi orientali, dove venivano commissionati stupendi e pregiati tappeti che dovevano dar risalto allo splendore stesso di chi deteneva il potere.
Noi occidentali abbiamo scoperto la bellezza di taluni esemplari, custoditi oggi in musei ed in importanti collezioni private, attraverso proprio gli interscambi politici, commerciali e culturali che avvenivano tra le varie ambascerie.
Famosa è la delegazione inviata da Shah Abbas nel XVII secolo a Venezia presso il Doge Marino Grimani, dove vennero donati degli stupendi tappeti in seta tessuti con fili d'oro e d'argento, i cosidetti "Polonaise", cinque dei quali oggi sono conservati e custoditi a Palazzo Ducale e facenti parte del tesoro di San Marco.
Cordiali Saluti
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